This page is written in italian language because i think that, when you need to transmit some feeling, it’s better to do it in your own motherlanguage

  • Sport can fight obesity: especially after the age of 35, when the metabolism tends to decrease, the sport help to brun calories.
  • Nella mia carriera mondata lo sport e’ sempre stato presente, ma ha assunto molte forme.
    Quando ero molto piccolo, sotto i 6 anni, ho imparato ad andare in bicicletta, con la solita alternanza tra botte e progressi. Mi ricordo ancora quando, nel 1995, mi sono piallato il gomito cadendo mentre toglievo la prima rotella. Quando mi sono guardato rialzandomi la ferita era dello stesso colore del resto del braccio. 30s dopo e avrei potuto far strada a Teseo senza usare il gomitolo.
    Mi piaceva girovagare in giardino con la mia piccola bici, una vita semplice con sempre qualcosa di nuovo da scoprire
    Durante la scuola elementare approcciai il nuoto, piu’ per volere di mia madre che per il mio. Ne ero abbastanza indifferente, la cosa importante per me era giocare alla playstation.
    Durante quei 4 anni acquisii un’ottima tecnica e tutt’ora la conservo. Forse lo sport in cui piu’ avrei da dire.
    Il nuoto, dopo quegli anni di corso, cesso’ di interessarmi. In prima media, nell’ora di ginnastica, l’esercizio consisteva, nel campo da pallavolo, nell’effettuare semplici battute per spedire la palla dall’altra parte. Un compito per me impossibile.

    Decisi, considerato che altri del giro ne facevano parte, di aggiungermi anche io alla squadra che si allenava proprio in quella palestra: i Tigers, poi diventati AC volley. The applied exercise physiology is a good help for understanding how to improve the performance of human body: aerobic and strength training cover almost all the possible way of training.
    La sport era bello, non troppo faticoso e la squadra era affiatata. Raggiunsi anche qui un buon livello, compreso un 4° posto provinciale nel giugno 2003 penso. Arrivate le superiori cesso’ l’interesse anche per questo sport, voglio fare notare come sia molto utile per fare gruppo nel caso nella compagnia ci siano ragazze. Comunque, avevo sempre la playstation ed i PC in testa.
    Le scuole superiori passaro in maniera serena, senza sport praticato in maniera sistemica: il mio appuntamento era la partita di calcetto da 1,5h settimanale durante l’ora di educazione fisica. Nessuno era un “praticante” diciamo, quindi ero il piu’ forte. Non ero il piu’ atleticamente dotato, non ero il piu’ tecnicamente dotato. Ma mettendo insieme le 2 cose, facevo la differenza. Alcune delle soddisfazioni piu’ forti della mia vita sono state essere scelto per primo quando si facevano le squadre (dall’ultimo che ero pochi anni prima).
    Finite le superiori, il secondo giorno di universita’ mi pare, venni a conoscenza di un mio amico di vecchia data, che aveva iniziato la carriera calcistica vera a propria, nella squadra locale. Immediatamente mi feci dare il numero di telefono del presidente e la sera stessa avevo le scarpe coi tacchetti da 13 ai piedi (mattina: chiamata al presidente, pomeriggio: acquisto delle suddette, sera: in campo). Nelle gloriose giovanili del Vallorco
    Non ero piu’ il migliore, anzi… qui si doveva sottostare a delle tattiche, la gente mediamente aveva iniziato a giovare 6-8 anni prima di me, in una Scuola calcio, non in auto-apprendimento come il sottoscritto: che sciagura.

    Il primo feci sempre panca, il secondo litigai col mister e non feci niente. A moderate and regular physical activity is helpful for a successful aging.
    Il terzo fu l’anno della svolta. Stranamente una squadra di seconda categoria mi accetto’, il G.S. Frono. Era il settembre 2011 e mi inserii bene: almeno la meta’ delle partite fu giocata da me, e molte da titolare. Ero terzino destro… Da giocatore tecnico ero passato a spaccagambe.
    In seguito alla troppa gloria, l’anno successivo la squadra’ falli’ ed io proseguii ancora per un anno nel Favria (non ricordo la nomenclatura giusta) ed infine nella neonata Rivara. Settembre/ottobre 2013 furono i mesi di preparazione atletica piu’ massacranti che avessi mai seguito. Il mister era di provenienza podistica, o qualcosa del genere. E ci faceva correre. E correre….
    Nel frattempo avevo iniziato a lavorare e non mi andava di finire alle 18, tornare a casa per poi essere pronto alle 20 in campo (anche se, per il Forno, ricordo che finivo l’universita’ alle 19 ed alle 20 ero in campo, e nel mezzo 45km di macchina).
    Una sera, dopo qualche giorno che ci meditavo sopra (tipico di me questo procedimento…), decisi di smettere col calcio ed iniziare a correre. Un giorno, il 02/11/2013…

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    10km, senza riscaldamento, subito partito a 05:24, come i cani.
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    Da allora, tralasciando i periodi di infortunio e ripresa, ho corso in media 30 km/sett (fino al 2016) e poi ho aumentato a 50, come suggerito dal sito di corsa (e non solo…) che seguo